Nella tradizione cattolica Il giorno delle Ceneri viene considerata "vigilia nera". Dopo l'ultimo giorno di Carnevale, con canti balli e lazzi, inizia la Quaresima, periodo di preghiera e penitenza, che dura fino al giorno di Pasqua. Da qui, la tradizione di mangiare polenta e baccalà durante il giorno delle Ceneri.

La tradizione locale narra che un gruppo di carbonai, mestiere tipico e antico delle zone casentinesi, probabilmente a casa per le feste di Carnevale anziché a far carbone nel bosco, si ritrova nella piazza del paese insieme ai paesani. Insieme si misero a cuocere polenta di castagne, aringhe e baccalà alla brace. Erano queste, infatti, le pietanze che i carbonai solitamente portavano nel bosco durante quel giorno, in quanto consoni al periodo di vigilia, ben conservabili e di facile preparazione. In questa circostanza, furono poi le stesse famiglie a chiedere a questi esperti nella produzione di tali pietanze alcune porzioni da portare in famiglia per il pranzo.

A distanza di molti anni, ancora si rinnova annualmente la tradizione delle polente e baccalà. Nel giorno delle Ceneri si preparano in piazza 2,5 quintali di baccalà, 2 quintali di farina gialla e di farina di castagne e 50 chili di aringhe. Le famiglie di Soci e dei paesi limitrofi comprano le pietanze da asporto per il pranzo, rievocando così la vecchia tradizione di quei carbonai .
Da alcuni anni, per prolungare quella che è ormai divenuta una festa locale, la sera del mercoledì la Pro Loco di Soci si ritrova nei locali del CIAF per condividere insieme una cena di vigilia comune, della "La Sfagiolata".

Vi partecipano tutti i membri della Pro Loco e gli amici e il menù consiste in:
- Bruschette di fagioli e pomodoro
- Tagliolini in brodo di ceci
- Fagioli con tonno all'olio
- Baccalà e aringa alla griglia
- Baccalà alla livornese
- Cantucci con vinsanto